Lievito Madre, Pane e Lievitati

Taralli al finocchietto selvatico con esubero di lievito madre

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Ci risiamo, oggi ho rinfrescato Otello e come ogni volta non butto nemmeno un grammo di lievito madre. Questa volta mi sono cimentata nella preparazione dei taralli o scaldatelli, a Rivello, il mio paese si chiamo “scalette”. Nell’impasto ho aggiunto i semi di finocchietto selvatico. Profumano di radici, di casa. Hanno il profumo della mia terra, la Basilicata.

“La Basilicata è una regione dai vasti orizzonti e dai profondi silenzi, dove i verdi pascoli contrastano con le gialle distese di grano. Dove il paesaggio ha una sua nostalgica e aspra bellezza, con luoghi ancora immutati che pare siano stati dimenticati dal tempo.

Questi taralli sono davvero buoni, friabili e gustosi. Ottimi per un aperitivo tipico lucano o da sgranocchiare quando vogliamo, uno tira l’altro. Si preparano in poco tempo e sono un modo per utilizzare l’esubero di lievito madre. Naturalmente potete aromatizzarli come volete (peperoncino, pomodori secchi, olive, ecc), basta un pò di fantasia.

Allacciate il grembiule.

TARALLI AL FINOCCHIETTO SEVATICO CON ESUBERO DI LIEVITO MADRE

Ingredienti:

100g di esubero di lievito madre

250g di farina 0

50g di farina integrale

100g di acqua a temperatura ambiante

50g di vino

50g di olio extra vergine d’oliva

1 cucchiaino di zucchero

5g di sale

semi di finocchietto selvatico q.b.

 

Preparazione:

Cominciate con lo sciogliere, in una ciotola capiente, il vostro esubero con l’acqua a temperatura ambiente, aiutatevi con una frusta danese. Aggiungete lo zucchero. Fate in modo che si formi una bella schiuma vivace. Aggiungete il vino. Incorporate le farine e cominciate ad impastare. A questo punto, aggiungete i semi di finocchietto, il sale e l’olio. Non spaventatevi per l’impasto se si sgretola tutto, continuate ad impastare e se necessario aggiungete un pò di farina. Quando l’olio si sarà assorbito, trasferite l’impasto sul piano da lavoro, infarinatelo e impastate. Il panetto dovrà risultare omogeneo, liscio e non appiccicoso.

Dividetelo in tanti filoncini, tagliateli a pezzetti. Stendeteli in lunghi cordoncini e dategli la tipica forma a otto. Procedete in questo modo con tutto l’impasto.

Riempite una pentola con dell’acqua. Quando prenderà a bollire, calate delicatamente i taralli. Man mano che salgono a galla, scolateli con l’aiuto di una schiumarola. Fateli asciugare su uno strofinaccio. Quando avrete finto, rivestite una teglia con carta da forno e distribuite i taralli.

Cuoceteli in forno pre riscaldato a 200° per i primi 25 minuti, poi abbassate la temperatura a 160° per 15 minuti con il forno semi aperto, in questo modo i taralli si asciugheranno all’interno.

Sfornateli e lasciateli raffreddare prima di gustarli. Si conservano a lungo, chiuse in un barattolo di vetro.

 

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